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Mi
ricordo di un evento che catturò la mia attenzione
da adolescente: fu l’immagine scaturita da un ormai
vecchissimo film di John Voigth “The Champ”, pugile
andato in rovina che per amore di suo figlio si decide a riprendere
l’attività, malgrado una vecchia ferita alla
testa rimediata nel suo ultimo combattimento, che se riaperta
gli sarebbe costata la vita. Lui aveva un obiettivo, una motivazione
forte, voleva dare qualcosa a suo figlio. Era pure stato abbandonato
da sua moglie. E voleva uscire dalla condizione in cui si
era ridotto: lo stalliere per avere il vito e l’alloggio.
Aveva bisogno di qualcuno che lo aiutassi a raggiungere il
suo traguardo, aveva bisogno di qualcuno che credesse in lui
e lo facesse entrare nuovamente in contatto con le proprie
forze. Si
rivolse al suo vecchio COACH (Termine derivante del middle
english “coche” , oggi “wagon” utilizzato
anche in spagnolo per designare l’automobile. Un coach
è letteralmente, un veicolo che trasporta una persona,
o un gruppo di persone, da un luogo di partenza ad un luogo
d’arrivo desiderato.) Questo ometto, saggio e vecchio,
si fecce convincere non dal protagonista ma dal figliolo che
insistette, come solo sanno fare i bambini fino a quando ottenne
il consenso dell’anziano Coach.
Costui acconsentì dicendole che lui non poteva più
insegnargli niente, che tutto ciò che doveva sapere
era dentro di lui, che lui lo avrebbe solo aiutato a riscoprire
ciò già sapeva, a sentirsi nuovamente “THE
CHAMP”.
Mi commuovo ancora oggi a pensare a quel vecchio film, dal
tragico epilogo. Da allora decisi che avrei fatto il Coach,
ovvero l’allenatore in italiano. Aiutare gli atleti
ritrovare le forza nascosta dentro di sé.
Il coaching è il processo di fare il coach, di essere
concentrato nel sostenere le persone, di sponsorizzarle di
credere con il cervello, il cuore e tutto l’istinto
nella immensa miniera di risorse racchiusa in ogni essere
umano.
Per svolgere il coaching ci vuole metodo, ci vuole credere
ed essere permanentemente focalizzati nelle possibilità,
nei propri mezzi, orientati ciecamente AI RISULTATI e CENTRATI
SULLA SOLUZIONE piuttosto che attaccati ai problemi che hanno
creato un determinata situazione. Fare coaching vuole dire
in altre parole, tornare a fare ciò che già
facevano i SOFFISTI, credere nelle persone ed EDUCARLE, non
istruendole ma EX DUCENDO, ovvero aiutando loro a fare venire
a galla tutto il potenziale che esiste in ogni essere umano
in quanto creato ad IMAGINE e SOMIGLIANZA del proprio Dio,
qualunque sia la propria RELIGIONE. |